Federazione Italiana Unihockey / Floorball

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Intervista a Markus Widner

Il Capitano della Nazionale si racconta

Giocatore importante e di raccordo di una squadra Azzurra, di cui è Capitano da ormai diverso tempo.

Grandissima tecnica corsa e tenacia, un giocatore che chiunque vorrebbe sempre avere nella propria squadra, che non molla mai e non si risparmia in nessun cambio. Classe 1987, fisico importante con i suoi 180 centimetri di altezza, difensore ordinato.

Floorballmania e FIUF, in collaborazione, vi presentano Markus Widner.
 

1) Ciao Markus, intanto confidiamo che tu e la tua famiglia stiate tutti bene. Presentati ai nostri lettori: chi sei e cosa fai nella vita oltre che praticare il floorball?

Nella mia vita lo sport ha avuto sempre un grandissimo posto.  A scuola andavo volentieri alle lezioni di ginnastica e partecipavo il più possibile a qualsiaisi competizione sportiva scolastica per non stare solo seduto in classe. Sono sempre stato sicuro di volermi buttare nel mondo del lavoro, e dopo l'esame di maturità come ragioniere ho scelto il stesso lavoro di mio padre, iniziando a lavorare in una banca locale a Bolzano.  Dopo 10 anni lì, 3 anni fa ho deciso di trasferirmi in Svizzera, per lavorare sempre nel settore bancario. Attualmente sono a capo di un team di consulenti per clienti privati.   
Oltre a questo posso raccontare che 3 mesi fa sono diventato papá. Per me è stato il regalo più bello che potesse arrivare!
Nella vita ho avuto qualche sfortuna di troppo, e ho perso alcune (troppe!) delle persone che mi stavano molto vicino, e queste esperienze mi hanno fatto capire che il senso della vita è semplice: bisogna vivere! 
 

2) Quando hai scoperto il floorball? E cosa ti ha fatto decidere di praticarlo?

Dalla età di 7 anni, fino ai 16, ho praticato arti marziali, anche su livelli nazionali. 
In un locale del mio paese sono stato sfidato da Jürgen Gasser (allenatore per tanti anni del Floorball Club di Gargazzone - ndr.) , il quale sosteneva che non avrei avuto il coraggio di dicendo di provare uno sport di squadra tosto come il floorball, ed è così che sono arrivato a giocare il floorball nel 2006/07. E da lì ho trovato la passione per questo bellissimo sport.
 

3) Qual è stata la tua prima squadra di floorball? E quando hai deciso di intraprendere il tuo ruolo di difensore in campo?

Facevo parte dei ragazzi che hanno creato il Club di floorball di Gargazzone. All'inizio ricordo che tutti correvano dietro alla palla, e che esistevano dei ruoli si è capito solo con il tempo (ride). Anche grazie a Hannes Unterhofer, che ci dava le prime lezioni, siamo cresciuti, e lui lo vedevamo sempre più come un idolo (del floorball). 
A Gargazzone giocavo tanto come attaccante. Poi come esperimento dei coach Heikki Lukkonnen e Michi Frötscher, intorno al 2010 ho iniziato a giocare come difensore. Però ho comunque spesso alternato i vari ruoli.
 

4) Giochi da molto tempo: ci racconti la tua delusione più grande nel floorball, ed anche la tua emozione più bella? 

L'emozione piu bella è stata sicuramente poter partecipare ai Mondiali del 2010 a Helsinki. PEr quanto riguarda la delusione, direi tutte le Qualificazioni  successive, in cui per vari motivi non siamo riusciti a ritrovare il pass per i World Championships. Anche per questo porto il 2010 davvero nel cuore (insieme sicuramente ai vari Scudetti conquistati con i compagni di squadra negli anni).
 

5) Ora giochi in Svizzera. Ovviamente vi sono molte differenze con l'Italia: secondo te dove dovrebbe lavorare il movimento italiano per crescere ancora di più?  Come sta andando ora con il tuo attuale Club? 

Secondo me grandissima importanza per il floorball italiano è il lavoro con i ragazzini.  Sono sicuramente favorevole a tutti gli incentivi alle Società che vogliono partecipare ai Campionati Italiani affinché abbiano anche le squadre juniores.
Confido che la Federazione metta tantissima energia a dare sostegno per organizzare anche eventi scolastici e regionali. Sicuramente dobbiamo fare un passo in avanti per fare crescere il floorball, e non possiamo aspettare che le cose accadano da sole.
La mia Società attuale si chiama Sarganserland. Ha piu squadre. Una squadra nel NLB e anche una nella 2a Lega, oltre a una femminile e diverse altre squadre giovanili e senior. In tutto ci sono intorno a 300 tesserati. Io gioco nella 2a Lega. Nei ultimi anni eravamo sempre davanti, nei primi posti. 
Devo ringraziare Dominik Hardegger se sono riuscito a fare questa esperienza in Svizzera.
 

6) la Nazionale italiana sta inserendo molti giovani. Tu ne conosci già qualcuno... cosa consiglieresti ad un giovane che arriva in Nazionale per la prima volta? 

E' nell'ordine naturale delle cose prima o poi i vecchi giocatori vengano sostituiti dalle nuove leve. Un giovane è molto più veloce e sicuramnte questo aiuta a sviluppare il suo gioco. Invece dai veterani i giovani possono approfittare per impare dalla loro esperienza, e dalla loro maggiore serenità nell'affrontare le gare importanti. Sicuramente il consiglio è di approfittare di questo "mix di età" ancora presente nella squadra Azzurra, per imparare e crescere il più possibile (divertendosi).
 

7) Cosa significa essere un giocatore della Nazionale Italiana? Cosa rappresenta esserne il Capitano? 

Per chi ama lo sport, giocare per la Nazionale è una esperienza bellissima. Bisogna indossare con orgoglio la maglia nazionale italiana.
Essere il Capitano vuol dire che devi andare avanti per primo, a rappresentare i valori sportivi della Nazionale. Sei anche il primo contatto per i giocatori, ed anche il primo punto di riferimento per il coach e lo staff.
Per me era sempre importante che tutti avessero ľambizione sportiva giusta, ma anche che ci si sentisse uniti come una grande famiglia.
 

8) Quali sono le persone che stimi di più nel nostro mondo sportivo? E quali invece nella tua società/squadra? E perché?    
Le persone che stimo di più nel nostro sport sono tutte le persone che prendono ľiniziativa per portare avanti il floorball.
Tutte le persone che non si fermano davanti ai problemi ma che vanno a cercare la soluzione. Anche voi, con la Comunicazione FIUF e con quella di Floorballmania, fate un grandissimo lavoro.
 

9) Quali sono per te gli obbiettivi per la prossima stagione? E quelli della tua squadra di club?  E la Nazionale Italiana secondo te quale obiettivo deve prefiggersi? Cosa speri dalle prossime Qualifiche?

I miei obbiettivi personali poco fa sono cambiati molti. Come dicevo, sono diventato papá di una bellissima bambina (Nina Rosa) e voglio dedicare più tempo alla mia famiglia. Continuo a lavorare in Svizzera, tornando ogni settimana in Italia a vedere la mia famiglia, e quindi non continuerò a giocare in modo competitivo in terra elvetica.
Per lo stesso motivo passerò anche il testimone di Capitano della Nazionale, perché 10 anni in Azzurro sono stati tanti davvero, e porteró sempre con me queste esperienze bellissime.
Spero con tutto il cuore che ľItalia riesca a qualificarsi ai prossimi Mondiali!
 

10) Qual è secondo te la squadra ideale? Che nomi inseriresti?

Credo che non siano singoli giocatori a poter vincere una partita. È sempre una questione di squadra. E' la squadra insieme che porta a casa il risultato, qualunque esso sia. 
E certamente non posso dare dei nomi, altrimenti alcuni amici si potrebbero arrabbiare per non essere stati inseriti (ride)



La Federazione, unitamente a Floorballmania, ringrazia Markus Widner per la sua disponibilità, e gli fa i migliori in bocca al lupo per tutto!

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